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Giornate Fitopatologiche 2018

Chianciano Terme (SI) - 6-9 marzo 2018

FITOPLASMI DELLA VITE IN TRENTINO: EVOLUZIONE, MONITORAGGI, ANALISI MOLECOLARI

Capitolo “Difesa dalle avversit√† animali” - volume primo - pag. 217-226

Autori: Maurizio Bottura, C. Cainelli, Franca Ghidoni

In Trentino il contenimento delle malattie causate dai fitoplasmi della vite, nell’ottica di una sostenibilita? ambientale e in ottemperanza alle disposizioni di legge per quanto riguarda la “lotta obbligatoria”, si basa su un importante lavoro di monitoraggio delle piante sintomatiche e degli insetti vettori. Dal ritrovamento della Flavescenza dorata (FD) in provincia (2001) l’utilizzo sistematico delle analisi molecolari tramite PCR sui nuovi casi di piante sintomatiche ha avuto un ruolo fondamentale per seguire l’evoluzione e la diffusione delle due fitoplasmosi (FD e LN) e per calibrare la gestione delle misure di contenimento sul territorio. Degli oltre 4200 campioni fogliari (appartenenti a 50 varieta? diverse) analizzati in 17 anni di attivita?, Chardonnay risulta la cultivar piu? sensibile ai fitoplasmi (72% dei campioni), seguita dal Pinot grigio (12%), mentre le varieta? autoctone non risultano particolarmente suscettibili (1,8% dei campioni). La diagnosi molecolare ha interessato negli ultimi anni anche insetti adulti di Scaphoideus titanus catturati con frappage (373 campioni): la percentuale di positivita? al fitoplasma della FD varia a seconda della pressione epidemica della malattia. Il monitoraggio delle piante sintomatiche ha evidenziato una situazione stabile nel 2017 rispetto a 2016 (0,17% d’incidenza media).

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