Chi siamo

 

LA STORIA

Negli anni ’50 del secolo scorso, sotto la guida del prof. Gabriele Goidànich direttore dell’Istituto di Patologia vegetale della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e della sezione "Patologia vegetale" del locale Osservatorio per le Malattie delle piante, iniziò a operare presso tali strutture un gruppo di giovani ricercatori che, sulla base delle crescenti esigenze di informazione provenienti dalla pratica, affrontarono con studi collegiali ad ampio raggio il problema della conoscenza e gestione delle principali avversità biotiche che si stavano progressivamente diffondendo sulle colture agrarie allora in fase di rapida estensione.

Dopo una serie di incontri-dibattito organizzati su temi fitoiatrici di attualità a Firenze, di concerto con l'Istituto sperimentale per la Zoologia agraria, e a Bologna presso la Facoltà di Agraria, nel novembre 1956 si svolse presso l’Istituto di Patologia vegetale un incontro con tecnici e agricoltori dell’Italia centro-settentrionale, in cui furono presentati i "Risultati di una sperimentazione collegiale di lotta contro la peronospora della vite". In tale occasione fu reso ufficialmente noto il corpo di acquisizioni biologiche ed epidemiologiche su Plasmopara viticola prodotte dal gruppo di lavoro, che consentì di porre nuove basi per la gestione della malattia secondo i criteri di intervento mirato, ancora oggi diffusamente utilizzati (calcolo della prevista durata del periodo di incubazione in abbinamento alla già nota "regola dei 3 dieci"). Lo stesso incontro vide, peraltro, uno storico, acceso scontro fra sostenitori e oppositori dell'uso del rame in viticoltura, che si stavano fortemente contrapponendo nell’ambito della crescente diffusione dei fungicidi organici, zineb in particolare.

Un altro incontro dello stesso tipo ebbe luogo nell'aprile del 1958 e, sempre sulla base delle sperimentazioni collegiali attivamente condotte dal sopra ricordato gruppo di ricerca (che operava in stretta collaborazione con i tecnici degli Ispettorati agrari delle province limitrofe) portò a chiarire importanti aspetti della biologia ed epidemiologia degli agenti dell’oidio della vite, della bolla e del corineo del pesco, nonché delle linee di intervento più appropriate, ancora oggi pienamente valide (es. applicazione di ziram e thiram a fine caduta foglie contro bolla e corineo).

Infine, nel marzo 1959 in un analogo convegno, dedicato all'approfondimento di temi di patologia frutticola, furono presentati e dibattuti in maniera organica le acquisizioni scaturite dalle indagini pluriennali dedicate alla ticchiolatura del melo, che portarono a conoscenza dei tecnici diversi fondamentali aspetti della biologia ed epidemiologia di Venturia inaequalis e dei possibili interventi di lotta (compresi quelli postinfezionali basati sui parametri di Mills) che tuttora sono alla base della gestione della malattia.

L'interesse generale riscontrato per i suddetti incontri, imperniati primariamente sugli esiti della sperimentazione permanente in atto presso l'Istituto di Patologia vegetale e l'Osservatorio per le Malattie delle piante di Bologna, portò alla loro "istituzionalizzazione" nel 1962 attraverso le "Giornate Fitopatologiche" che, mantenendo la stessa struttura di momento di confronto e dibattito fra sperimentazione e assistenza tecnica, aprirono la possibilità di presentare contributi sperimentali originali a tutti coloro che a vario titolo operavano nel settore fitoiatrico. Nasceva cosi ufficialmente la manifestazione che, grazie anche al dinamismo del prof. Sergio Foschi che ha dapprima affiancato e quindi sostituito il prof. Goidànich nella sua conduzione, ha accompagnato lo sviluppo della fitoiatria italiana, raccogliendo periodicamente le testimonianze sperimentali di diversa origine pubblica e privata, riflettendo le acquisizioni e i cambiamenti che si sono incessantemente susseguiti nel corso dei decenni.

Dopo tre tornate svoltesi a Bologna presso la Facoltà di Agraria nel 1962, 1963 e 1967, venne introdotta nella formula delle "Giornate" la peculiarità del carattere itinerante, che ha portato la manifestazione a toccare quasi tutte le regioni italiane, accrescendo ulteriormente, grazie alla fattiva collaborazione di Istituzioni agrarie locali, il loro ruolo di atteso momento di confronto e scambio di esperienze sperimentali fitoiatriche, senza peraltro trascurare gli aspetti peculiari delle realtà agronomiche e sociali interessate.

Tale caratteristica, insieme a quella della predisposizione anticipata degli atti riportanti i testi dei lavori sperimentali oggetto di discussione, ha conferito alle Giornate Fitopatologiche un ulteriore valore documentario come testimonianza fedele della evoluzione della fitoiatria italiana nei primi cinquanta anni.

Dal 2006, anche alla luce dei cambiamenti in atto negli scenari politici, sociali e normativi con cui deve confrontarsi la protezione delle colture, le Giornate Fitopatologiche sono state oggetto di un ulteriore rinnovamento organizzativo e gestionale, in cui la Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna è stata integrata da delegati dei servizi fitosanitari regionali e dell’industria agrofarmaceutica, che con il supporto di un comitato tecnico scientifico rappresentativo delle varie componenti attive in Italia nella difesa delle piante, hanno il compito di elaborare idee e suggerimenti per rendere la manifestazione sempre più rispondente alle aspettative ed esigenze degli operatori del settore fitoiatrico. In tale ambito, al tradizionale convegno biennale imperniato sulla presentazione e discussione di lavori sperimentali, sono stati affiancati altri eventi di una giornata dedicati ad approfondimenti e dibattiti su temi di attualità, spesso in collaborazione con altri organismi. Le Giornate Fitopatologiche si propongono quindi, rinnovandosi, di continuare a svolgere la tradizionale funzione di collegamento fra le diverse ed eterogenee entità operanti nel settore della difesa delle piante in Italia e di fornire un contributo alla gestione dei complessi meccanismi di sviluppo, consolidamento e diffusione delle conoscenze e innovazioni fitoiatriche
 

 

COMITATI

COMITATO DI GESTIONE

Agostino Brunelli                Università di Bologna - Presidente
Lorenzo Bordoni                 Agrofarma
Andrea Bosi                         Xeda Italia/IBMA
Marina Collina                     Università di Bologna  
Ivan Ponti                             Esperto  
Gianfranco Romanazzi       Università Politecnica delle Marche – Ancona/Associazione Italiana per la Protezione delle Piante (AIPP)          
Alberto Vicari                       Università di Bologna 
 

COMITATO TECNICO SCIENTIFICO


Esperti
Gualtiero Baraldi                  
Piero Cravedi

Francesco Faretra               
Aldo Ferrero
Valda Rondelli                        
Luciano Süss                         
 
Associazioni scientifiche e tecniche
Alberto Alma                          Università di Torino/Società Entomologica Italiana (SEI) - Sezione Entomologia Agraria
Alberto Angioni                      Università di Cagliari/Gruppo Italiano Ricerche Fitofarmaci Ambiente (GRIFA)
Paolo Balsari                          Università di Torino/Unione Nazionale Costruttori Macchine Agricole (UNACOMA)
Antonio Guario                      Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura (ARPTRA) 
Matteo Lorito                         Università di Napoli/Società Italiana Patologia Vegetale (SIPaV)
Vittorio Rossi                          UCSC - Piacenza /Gruppo Ricerca Italiano Modelli Protezione Piante (GRIMP)                      
Eustachio Tarasco                 Università di Bari/Società Italiana di Nematologia (SIN)
Francesco Vidotto                 Università di Torino/Società Italiana Ricerca sulla Flora Infestante (SIRFI)       

 
Servizi Fitosanitari Regionali
Domenico D’Ascenzo             Abruzzo
Gastone Dallago                     P.A. Trento


Società Agrofarmaceutiche

Federchimica-Agrofarma
Alberto Cantoni                      Bayer CropScience
Alessandro Capella                Sipcam                
Mauro Coatti                          Syngenta Crop Protection                                              
Marco Pancaldi                      Basf Italia                         

IBMA Italia
Massimo Benuzzi                   CBC Europe


Associazione rivenditori mezzi tecnici per la difesa
Vittorio Ticchiati                      Compag
Claudio Cristiani                     Consorzi Agrari d'Italia (CAI) / Consorzi Agrari


Associazioni produttori
Monica Guizzardi                     Apo Conerpo                                    
Marco Brigliadori                     Apofruit Italia

 
Grande Distribuzione Organizzata
Maurizio Brasina                    Coop Italia

 
Centri di saggio
Stefano Bergaglio                   Anadiag Srl/Federazione Italiana Società Servizi di Sperimentazione in Agricoltura (FISSSA)
 
    

COMITATO ORGANIZZATORE  

Marina Collina (Responsabile)
Lorenzo Bordoni
Tiziano Galassi
Riccardo Loberti